Visita il mio Bookshop e acquista i miei libri. (CLICCA QUI)

Per ISCRIVERSI al SITO e alla NEWSLETTER

clicca qui!

Buonasera / Buongiorno a tutti,
chiudiamo l’anno in bellezza sotto il profilo lavorativo! (Sotto il profilo personale invece no, sto cercando un rudere da affrescare completamente e realizzare li il mio sogno di Pace Eterna). Tornando però all’arte (che comunque è la mia vita)…vorrei segnalarvi prima degli Auguri, tre importanti eventi:

LICEO ARTISTICO IMPERIA. Ieri ho incontrato i ragazzi del Liceo che stanno realizzando le 12 sculture giganti per il parco d’arte di Onzo. Sono arrivato in ritardo a Imperia, causa lavori autostradali, ma l’esperienza è valsa le ore di viaggio. I ragazzi del Liceo Artistico mi hanno impressionato positivamente. A parte che a loro, va anche il grandissimo merito di essere riusciti a farmi sentire un pò come a casa. Ho trovato studenti con la mente ben aperta e con tanta voglia di fare. Di questi tempi, dove moltissimi son tutti figli rincoglioniti, di tv, internet, e imbonitori multimediali, questi ragazzi sono un vero tesoro prezioso che va coltivato. Ho avuto poco tempo per star con loro, ma è bastato per poter parlare di arte e di tutte le sue sfaccettature. Ci saranno in futuro altre occasioni per stare insieme visto che realizzeremo alcuni progetti. Sarà un vero piacere. La galleria delle immagini è visitabile qui: foto o testi: http://criba.forumattivo.com/t558-laboratorio-aperto-liceo-artistico-imperia-17-22-dicembre
Oggi, ho anche saputo, che durante l’Assemblea d’Istituto i ragazzi hanno votato la realizzazione e partecipazione del Laboratorio Autogestito Tribaleglobale. Si recheranno fuori dagli orari di lezione per partecipare ad i vari progetti.

INTERVISTA “SUL PALCO”. E’ uscita l’intervista che mi ha fatto Sara Di Carlo per Sul Palco. La ringrazio vivamente, anche per le curiosissime e interessanti domande. Potete leggerla qui: http://www.sulpalco.it/FILIPPO.BIAGIOLI.htm

DE’TOURS DES MONDES. Ho avuto il grandissimo onore di aver pubblicato su Détours Des Mondes (un importante blog di Arte Primaria), un mio articolo inerente all’importanza dell’Arte Africana nell’Arte Rituale Contemporanea. Potete leggerlo in lingua originale a questo indirizzo: http://detoursdesmondes.typepad.com/dtours_des_mondes/2012/12/african-art-and-its-importance-in-contemporary-ritual-arts.html

Qui di seguito vi inserisco L’articolo in italiano:

L’arte africana e la sua importanza nelle arti rituali contemporanee

Potrei parlare di arte africana citando nomi, etnie, zone più o meno esplorate e conosciute, perchè oggi grazie a testi, testimonianze, video e fotografie sembra possibile , a chi interessato a questo argomento, carpire ogni più piccola sfumatura. Il magico miracolo che si compie ogni volta è invece scoprire che forse c’è qualche altro piccolo segno, piccolo mistero, che aspetta di essere scoperto o interpretato. Il linguaggio semplice e universale, che proprio tali oggetti d’arte tribale mi hanno insegnato si ritrova paradossalmente nelle loro forme complesse.. Non a caso, nella storia dell’arte moderna occidentale, pittori e scultori importantissimi hanno subito tale fascino. Matisse, Matta, Gauguin, Picasso, Braque, Brancusi, Moore, Lam hanno tratto ispirazione, innovazione e linfa artistica da quelle forme plastiche, archetipiche, vive nella loro ancestralità e spiritualità. Ma non è questo l’aspetto che a me interessa portare alla luce, perchè è innegabile come essa sia entrata prepotentemente nell’arte di grandi artisti, tanto che alcuni di loro ne hanno tratto spunto per raggiungere addirittura il loro definitivo stile. Mi interessa come tale arte tribale sia risultata fondamentale per la crescita della spiritualità di chi oggi continua a fare arte rituale fuori dal continente africano vivendo la sua quotidianità e anche per coloro che sono appassionati collezionisti di tale arte. Maschere, sculture, oggetti di uso, non possono non avere un rapporto, un dialogo, anche se in maniera inconscia con tali persone. D’altronde questi oggetti sono nella loro terra d’origine estensioni del territorio, fulcro importante di una vita sociale che è fondamento della comunità stessa; sono, allo stesso tempo, figli e madri della stessa cultura che essi vivono. Colui che possiede una statua ancestrale, archetipica, o “spirit “ ne rimane quasi sicuramente influenzato, soprattutto in un epoca contemporanea come la nostra dove il lato intimo e “romantico” è messo da parte a vantaggio di quello materiale e “materialista” per far fronte alla frenesia della vita che ci accompagna ogni giorno. La nostra cultura si basa sulla velocità e sulla razionalizzazione e ottimizzazione di spazi e tempi. Ed è qui che il messaggio intrinseco dell’oggetto di arte africana, oceanica o di qualsiasi altra zona tribale, fa la sua comparsa e diventa chiarissimo, emana un ritorno alle origini, all’uomo, alla sua parte istintiva e animale, che è fondamento della vita e del vivere. Vera “Libertà” se proprio vogliamo trovare un termine di più ampio respiro. Percepisco molto l’influenza “magica” che questi manufatti emanano , ed il filo che lega l’arte africana all’arte rituale contemporanea.

Per qualcuno l’arte rituale è un tipo di arte che serve per mettersi in contatto con noi stessi tramite il “rito”, per altri è fondamentale che ci sia solo un “oggetto” capace di farci da tramite verso quella dimensione onirica che spesso avremmo bisogno di contattare dentro di noi . Ritengo che il lato spirituale giustamente equilibrato al lato materiale sia la base per una vita serena e lo perseguo all’interno della mia società, senza fatica, senza vergogna, rendendo il rito la mia vita. Tale rappresentazione la possiamo ritrovare metaforicamente nei riti magici d’amore, dove due statuine opportunamente consacrate sono legate insieme a propiziare la futura unione dei due personaggi, ma anche l’unione delle due parti della stessa persona (spirito e corpo) senza le quali non potrebbe sopravvivere la persona stessa. Personalmente, vorrei ricordare quanto i “feticci” africani mi abbiano trasmesso il gusto della “forma” di espressione, le tapa delle isole Fiji o le bandiere Asafo mi abbiano regalato l’idea del segno, per creare un alfabeto tutto mio, quasi criptico, degno di un esoterismo che è strada principale da seguire, per approfondire il cammino dentro noi stessi. La bellezza celata di queste arti tribali è l’insegnamento, che ci riporta alla natura, alla Madre Terra. Sarebbe assurdo che l’arte rituale occidentale oggi, copiasse in toto tale tipo di manifestazione artistica tribale, perchè la radice culturale e del territorio in cui si muove è ben diversa da quella africana, ma senza l’essenziale contributo di essa non avremmo oggi la ritualità contemporanea. Il mio feticcio per esempio, è figlio di tali insegnamenti, però creato in un’amalgama artistica tra me e il dialogo giornaliero con la natura e lo spazio che mi circonda. La base è la stessa che muove e muoveva la mano dei creatori di arte primaria di ogni luogo. I simboli, il rispetto per ciò che è soprannaturale, il culto dei nostri antenati, i ricordi che vanno scolpiti nella pietra, perchè la memoria non venga perduta, i linguaggi criptici che solo chi ama la natura può comprendere, si ritrovano nelle contemporanee maschere di stoffa, nei feticci in cemento, nel suono degli strumenti costruiti a mano, suonati sulle rive del torrente… e non dovrebbero andare perduti.

Con questo si chiude il 2012. Se son sempre qui, ci risentiremo direttamente nel 2013, dove ci aspettano molti altri nuovi progetti artistici.
Buone feste.

Nroomから度々展示に参加しているイタリア人作家Filippo Biagioliが、新作漫画を届けてくれました。日本語版のタイトルは「退屈」です。
日々の生活に何かが足りないと感じる時、何だか新しい事をしてみたい時、ちょっとだけ背中を押してくれる・・かも(たぶん?)

詳しくは以下をどうぞ。読んでみたい方はご一報ください。通常のFilippo作品も掲載中です。
http://nroom-artspace.com/Filippo.html

Questo è davvero tutto…a presto!!!
un abbraccio
filippo
l’analphabeta







Follow Me on Pinterest