• Gio. Dic 1st, 2022

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Buongiorno / Buonasera a tutti,

fotografie dei lavori in genere solo sul blog (tranne le foto di viaggio su Twitter @analphabeta.

inizia fra 3 giorni la mostra Riarteco 2015, che toccherà 3 città e in cui partecipo con un reliquiario per bambola rituale realizzato con materiale in legno da imballaggio. Vi inserisco di seguito il comunicato stampa (un po’ lunghetto) della mostra itinerante… … …

RiartEco 2015, il riconoscimento al rifiuto: evoluzione e futuro

L’adozione di un modello di azione proiettivo, volto al futuro, ha caratterizzato l’evoluzione della manifestazione artistico-culturale di questo 2015. Il movimento di RiartEco è coinvolto, quest’anno, in un percorso che lo vede presente in ben tre importanti città italiane: Messina, Lucca e Genova.

date e sedi : Messina – dal 21 al 26 maggio – Teatro Vittorio Emanuele – via Garibaldi Lucca – dal 28 maggio al 8 giugno – chiostro della biblioteca Agorà – piazza dei Servi Genova – dal 12 giugno al 8 luglio 2015 – Loggia della Mercanzia – piazza dei Banchi

L’esposizione artistica delle opere ideate e realizzate dagli artisti del riciclo, del riuso, e della rigenerazione, ben si sposa con la filosofia della prassi, una filosofia dell’agire umano volto alla ricerca e alla sperimentazione. L’opera degli artisti che partecipano alla manifestazione rappresenta una visione oppositiva rispetto al presente indifferente che lascia essere la realtà così com’è nella sua datità capitalistica; è un’opera di ri- progettazione dell’esistente, di valorizzazione dell’agire sociale; un esistente capitalisticamente configurato, un mondo pensato come intrasformabile lo diventa effettivamente.
Il movimento che da ben undici anni ruota intorno alla mostra, è intenzionato e impegnato a co-costruire e ri-costruire lo spazio del possibile, la materia originaria e le sue concettualizzazioni. È presente una chiave di lettura cartesiana della materia: ” C’è qualcosa di più”, non solo gli aspetti materiali, ma gli elementi funzionali delle materie nella loro estensione innovativa. L’uso dei materiali è così ottimizzato; uno scambio energia-materia che trova nel processo di variabilità la sua vera e innovativa funzionalità.
L’auspicio insito in queste poche righe di presentazione trova le sue radici nel futuro; si tratta di instaurare una “social catena” culturale, artistica e forse in un futuro anche scientifica che possa servire da piattaforma concettuale e operativa in direzione di politiche e comportamenti altamente e assolutamente eco-sostenibili.

Elisabetta Ceroni

Riarteco 2015 locandina
Riarteco 2015 locandina

da tutta Italia, ecco i 44 artisti, di riarteco 2015
Ferdinando Segreti, Lamberto Caravita, Mario Formica, Domenica Occhino e Margherita Alioto, Antonella Fenili, Alberta Piazza, Rossella Ricci, Nadia Presotto, Filippo Biagioli, Reusarte – Leonarda Faggi, Angela Marchionni, Sergio Lagomarsino, Vito Totire, Mauro Malafronte, Anitya – Angela Cosenza, Elena Castagnola, Gianni Bellesia, Cinzia Carrubba, Stefania Verderosa, Vanessa Zannoni, Gabriella Oliva, Benedetta Jandolo, Elena Bottari,Antonella Brusati, Attilio Maxena, Giorgio Ferlazzo Ciano, Rossana Chiappori, Benedetta Macini, Paolo Lo Giudice, Francesca Ghizzardi, Amedeo Gaggiolo, Aldo Celle, Carlotta Calderazzo, Roberto Garbarino, Sandra Ercolani, Mamy Costa, Irene Sarzi Amadè, Laura Minuti, Claudio Costa, Laboratorio Selvaggiastro a cura di Gianna Pera e Giuliana Pizzocri con le opere di Antonio Anzalone, Claudio Caprara, Ever Zambelli, Simone Visconti, Linda Schipani, Alessandra Spagnolo, Salvatore Severo

Alessio Ciacci: a riarteco artisti che tolgono dalla natura un rifiuto

Se la materia è vita ogni giorno si commettono innumerevoli crimini. Ogni giorno infatti in Italia si sprecano un mare di materiali che, non differenziati, facciamo diventare rifiuti. Pensare che cosa farne è una follia che potrebbe essere evitata con semplicità e risparmio attraverso il riutilizzo ed il riciclo. Ma laddove la politica e le istituzioni tardano a comprendere l’urgenza e l’importanza del cambiamento, ci pensa l’arte a costruire un linguaggio che oltrepassa sensibilità e generazioni e comunica, oltre i linguaggi, una diversa prospettiva. Grazie a Riarteco ci riappropriamo così della riflessione sulla materia, del suo messaggio e della sua composizione. L’arte ci permette di uscire dalla banalità della quotidianità e ci apre gli occhi di fronte ad una verità non più celabile: l’insostenibilità del nostro spreco di materia che diventa rifiuto.
Artisti che tolgono dalla natura un rifiuto, un peso ambientale, un fardello per i nostri figli, per costruirne un messaggio che arriva diretto ad uno dei problemi principali della nostra società: lo spreco.
Ed ecco così che il Teatro Vittorio Emanuele II di Messina apre le sue porte ad un messaggio nuovo, ad un’arte diversa, ad una prospettiva essenziale per un futuro possibile: la sostenibilità.
Comune di Messina, Messinambiente, Associazione Ecosostenibile vi invitano a visitare l’esposizione delle opere al Teatro Vittorio Emanuele dal 21 al 26 maggio.
E proprio il 26 Maggio, volutamente a Riarteco, si svolgerà una importante manifestazione che vedrà la premiazione dei migliori lavori delle scuole in un percorso- concorso di educazione ambiantale organizzato da Messinambiente e Comune di Messina che ha coinvolto migliaia di studenti in numerose scuole della città.
Grazie a Riarteco, grazie a tutti gli artisti che partecipano a questa edizione, grazie alle associazioni che hanno contribuito, faticando non poco, a costruire questa bellissima iniziativa. Con la speranza che l’arte ci aiuti ad aprire gli occhi ed a farci a riflettere, poiché abbiamo molto da imparare ed ognuno può contribuire moltissimo ad un cambiamento importante ed essenziale per il futuro.

Alessio Ciacci Liquidatore Messinambiente Spa

a Messina, taglio del nastro per riarteco

Messina taglia il nastro di partenza di Riarteco cedendo il testimone al comune di Lucca per dopo raggiungere il comune di Genova.Gli assessori prof. Antonio Maria Perna alla cultura e prof. Daniele Ialacqua all’ambiente avviano, attraverso il linguaggio universale e totalizzante dell’arte di cui Riarteco si fa ambasciatrice, una mostra collettiva itinerante con la partecipazione di 44 artisti, un viaggio etico ed estetico la cui meta è invitare ad un’analisi ed una riflessione sulla società d’oggi partendo dallo scarto a cui viene conferita nuova dignità ed incisa la promessa di un futuro sostenibile. RiartEco “ il riconoscimento del rifiuto”, alla sua undicesima edizione, nasce a Firenze dalla necessità di Marco Pasqualin di far comprendere la crisi sociale contemporanea partendo dalle tracce residuali, specchio del nostro modus vivendi. Marco Pasqualin propone una lettura in chiave ecosofica ed il progetto di un movimento per “illuminare le coscienze sull’ecologia” utilizzando il linguaggio dell’arte. Il linguaggio usato, sintesi di pensiero filosofico ed artistico, viene accolto ed incrementato, dopo qualche anno, dall’artista Aldo Celle e dall’associazione di cui è Presidente “La Tela O” di Genova. A Firenze ,lo scorso anno, durante la presentazione di Riarteco, la forza di attrazione del mondo vuole come relatore Alessio Ciacci, uomo ambiente 2012 ed incaricato da pochi mesi dal Comune di Messina di risolvere l’emergenza rifiuti, e la presenza di Candida Cancelliere in rappresentanza dell’associazione messinese Futuro Ecosostenibile con Presidente il dott. Salvatore Severo, quindi seguendo il naturale flusso della vita e degli eventi si sogna di superare insieme le barriere fisiche e culturali facendo salpare la manifestazione oltre lo Stretto. Il sogno si è realizzato grazie al Comune di Messina ed alla volontà e sensibilità degli assessori prof. Antonio Maria Perna alla cultura e prof. Daniele Ialacqua all’ambiente, oltre al lavoro ed alla professionalità delle collaboratrici che li hanno assistiti, dott.ssa Concetta Giunta e dott.ssa Loredana Raffa .Il trait d’union dell’incontro tra le istituzioni messinesi e le associazioni no profit è Alessio Ciacci, coadiuvato dalla passione ed energia dei suoi collaboratori Marilena Farinelli e Cesare Corrieri che hanno sposato la filosofia di Riarteco a livello personale donando il loro tempo libero alla realizzazione di questa manifestazione. Alessio Ciacci personalmente e gratuitamente condurrà il mezzo di trasporto contenente le 88 opere a Lucca, quale suggello di un sodalizio tra istituzioni, associazioni no profit ed uomini di buona volontà che riescono ad abbattere le barriere dell’ego trasformandole in eco, i confini della territorialità in conoscenza e portando il seme di un futuro sostenibile consegnato dal Comune di Messina a nome di una Sicilia che già opera per il cambiamento. Queste alchemiche sinergie tra istituzioni ed uomini che le rappresentano, portano all’interno dell’esposizione alla promozione del concorso “Cambia per ME” progetto di educazione ambientale “Scuola-Ambiente” nato dalla collaborazione dell’assessore all’istruzione ed annona dott.ssa Patrizia Panarello, l’assessore all’ambiente Daniele Ialacqua e MessinaAmbiente Spa . Arte, ecologia, educazione, confronto tra associazioni di cittadini ed istituzioni, condivisione con altri comuni italiani di un unico progetto, confronto culturale e partecipazione diretta, sensibilizzazione ambientale, tutto ciò, sotto la direzione attenta e precisa dell’assessore alle politiche di integrazione, cultura e identità, prof.Antonio Maria Perna, sono la premessa per il taglio del nastro inaugurale di Riarteco.

Candida Cancelliere e Salvatore Severo associazione Futuro Eco-Sostenibile di Messina

a Lucca con riarteco nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma

44 artisti, dalla Sicilia, dal Teatro di Messina, sbarcano in Toscana, a Lucca alla Biblioteca Agorà, grazie ad Alessio Ciacci nominato nel 2013 Personaggio Ambiente italiano, che trasporta le opere per 1000 km. Gli artisti attraverso l’arte che creano con le loro opere da rifiuti sono il vero riconoscimento che possiamo dare allo spreco e a tutto ciò che è in più e che buttiamo via. Un ringraziamento a tutti i partecipanti che hanno aderito che sono loro i veri protagonisti di questa rassegna. Una mostra alla sua undicesima edizione che vuole emozionare il visitatore riuscendo a “trasformare” nell’opera il rifiuto in valore estetico, donando la sua forma. Da segnalare in programma un laboratorio del gruppo Bi-done il 29 maggio dalle ore 16,30 per 6/11 anni e 11/13 anni ore 17,30 e la conferenza su Rifiuti Zero il 5 giugno ore 17,00 presso la sede mostra, nell’auditorium della Biblioteca dell’Agorà in piazza Servi, con la partecipazione di Alessio Ciacci e dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Lucca, Francesco Raspini.

Marco Pasqualin associazione POP point of presence di Firenze

da Firenze a Genova, nasce il movimento riarteco

La realta’ e’ molto critica ma tante persone stanno lottando per contrastare questa situazione, lotte che sono sottotraccia, purtroppo; lotte a cui non viene dato il necessario riscontro mediatico che sarebbe invece necessario per non avere una visione patologicamente negativa ed inerte.
RiArtEco e’ un movimento critico e consapevole che propone valori ed impegno al raggiungimento di una situazione migliore per tutti gli essere abitanti del pianeta, un movimento artistico ed ideologico educativo e di supporto sociale.
A Genova il movimento RiArtEco e’ presente da tre anni grazie alla nostra associazione, La Tela, che e’ andata a Firenze a cercare i creatori della manifestazione, dove ha trovato comunione di intenti ed obiettivi. Ora la manifestazione cresce, con Messina ed a Genova grazie una splendida sinergia col comune di Genova, con la Direzione dei Musei in particolare e col Museo delle Forme Inconsapevoli Claudio Costa (che ha prestato tre opere che sono esposte nella esposizione genovese).
Il movimento cresce, dicevo, e non puo’ essere altrimenti anche perche’ siamo tanti che vogliamo impegnarci per un futuro migliore…. e stiamo gia’ lavorando per il 2016. Non abbiamo ancora iniziato a stupire nel 2015 che progettiamo di strabiliarVi nel 2016….

Aldo Celle associazione La Tela di Genova

alcune schede…
il vincitore riarteco 2014, medico-scultore di Messina

Nell’ultima edizione del concorso Riarteco ,sulla base alle preferenze espresse dai visitatori, è risultato vincitore un medico-scultore originario di Messina ,Paolo Lo Giudice, che partecipa quest’anno all’evento attraverso l’invio di proprie opere, anche per testimoniare la vicinanza alla città in un momento in cui il tema della raccolta differenziata dei rifiuti è posto al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica .

FERDINANDO SEGRETI

Fortunati coloro a cui gli dei hanno donato la creatività,ma ancor di più quelli che sanno suonare il campanello della”ri…..creazione”!

LABORATORIO SELVAGGIASTRO

Quando l’arte-terapia incontra l’arte del riciclo (e le cose da “buttare via” rivelano il fascino della loro storia) Il nostro laboratorio porta avanti da tempo un progetto teso a stimolare risorse pregresse e attivare nuove competenze attraverso l’espressione della creatività personale. “ Parole in forma di pietra” è il titolo di una serie di grandi e piccoli mosaici che raccontano sguardi, curiosità, intuizioni e gesti che danno forma e scoprono un mondo di relazioni altrimenti sommerso. I gioielli che “emergono” dal riciclo sono l’espressione di ciò che si intuisce dentro i silenzi e rivelano doni inattesi, preziosi, che trasformano il significato della loro provenienza, per questo il valore delle nostre cose è dato dal tempo e dallo spazio che intercorrono fra un’idea e la sua realizzazione. Le opere esposte sono di: Antonio Anzalone, Claudio Caprara, Ever Zambelli, Simone Visconti. Il progetto di : Gianna Pera e Giuliana Pizzocri – Le fotografie di: Roberta Franzino. Residenza protetta Pra’ Ellera- strada pra’ Ellera 17 – 17014 Cairo M (SV)

MAMY COSTA

vive e lavora a Messina. Autodidatta ha esposto sia in Italia che all’estero. Molte le sue mostre sia collettive che personali tenute a : Messina, Palermo alla Biennale di Palermo 2015 , Taormina, Siracusa, Reggio Calabria presso Accademia delle Belle arti, Pisa, Torino, Milano, Pordenone Fiera con Artestruttura, New York Expo, Montecarlo presso Hotel de la ville, Cartagena su invito delle autorità locali al Museo Archeologico, Malta Castello Selmun, Salsomaggiore, S. Alessio Siculo a Villa Genovesi, Milazzo, S. Lucia del Mela, Catania, Trapani, Roma, Londra ArtExpo presso Pall Mall, Verona alla Biennale della Creatività. . Molti i premi ed i riconoscimenti anche a livello internazionale. Le sue mostre hanno avuto sempre successo di pubblico e di critica. E’ annoverata in diversi cataloghi d’arte come L’Elite, Avanguardie Artistiche , Grandi Maestri e molti giornali specialistici si sono occupati di Lei come Senza Titolo , Arte, Boè, Effetto Arte e poi La Sicilia, La Gazzetta del Sud, Corriere del Mezzogiorno, Centonove, Affari, L’Altro Giornale, Peloro 2000, Tutto Sud, L’Opinion de Cartagena, El Faro de Cartagena,Il Convivio, Inernational Artexpo di New York, L’Attualità. Molti i critici che hanno scritto di Lei. Prossimamente la vedremo impegnata in diversi progetti che la porteranno anche all’estero.

ANGELA MARCHIONNI

Lavata al cospetto di una storia / che non perdona una non sollecita risposta. Vulnerabile alla vita nella forza pressante / che ci sostiene e spinge / senza presenza al tempo che ci obbliga / alla tua e mia bellezza. (da La Macchina E Il Maquillage Ed. Beatrix VT 2000) L’abbandono di antiche posate in un cassonetto dei rifiuti e un pasto a base di pesce evidenziano la pulsione distruttrice dell’umano sull’ambiente e la natura.

VITO TOTIRE – L’IRRICICLABILE È IRRIMEDIABILE

L’Arte ci libera dalla costrizione della morsa merce/profitto. L’Arte ci rirende umani. Vito Totire / AEA- associazione nazionale esposti amianto e rischi per la salute Circolo “Chico” Mendes- associazione per l’ecologia sociale Via Polese 30 40122-Bologna

AMEDEO GAGGIOLO

animalista, vegetariano, da sempre flaneur e da parecchio tempo praticante di cose d’arte, si è occupato di multimedialità attraverso scritti, performance, installazioni e video presentati presso gallerie d’arte ed enti pubblici; ha collaborato con l’Università di Bologna come docente a contratto e con il CNR di Genova; ha all’attivo parecchie pubblicazioni sul tema musica/multimedialità con vari editori (Zanichelli, Morano, EDT, La Scuola, Giunti Multimedia, Ricordi etc.). Nell’ambito della letteratura ho pubblicato racconti e poesie su riviste e su internet; per l’Editrice Montecovello ha pubblicato “Il vocabolario sentimentale di Roland”. Recentemente ha realizzato l’app “Frotteuristic Hand” (pubblicata su Apple Store), espressione del suo atteggiamento tendenzialmente patafisico nei confronti delle tecnologie; l’opera è fruibile anche sul sito www.webalice.it/agaggiolo.

FRANCESCA GHIZZARDI

Vertigini, penombre… forme che costruivo bambina, sulle mura di Sabbioneta, col fango. Il piacere della terra, della materia, della storia in cui ero immersa che, con patologica sofferenza, ha dominato ogni mia frequentazione: la prima esposizione nel ’65 in una Collettiva (Galleria di piazza Vittorio Veneto a Genova-Sampierdarena); prima personale presso la galleria La Vela (Genova, 1972).
Teatro, scenografie, musica: “Volo di fuoco”, “Eris Pluvia”, “Quasi trasfigurare”, “Nascere Sinopia” in collaborazione con Giuliano Montaldo (Galleria Gonzaga), “La siepe” in collaborazione con Edmondo Romano, “If could be a river” in collaborazione con Amedeo Gaggiolo. Varie esposizioni a Sabbioneta: “Sbrisolonga” (Galleria degli Antichi), “Festa di San Gallo” (Palazzo Forti), Museo “A passo d’uomo”.

ALBERTA PIAZZA

Veneziana, dopo aver completato la sua formazione a Milano, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra le esperienze milanesi, lavora nella redazione della rivista di architettura “Abitare” con la direzione di Italo Lupi. Collabora con Dario Fo per la parte grafica ai manifesti teatrali. Art director nel settore pubblicitario a Milano e a Roma dove ha studiato con la guida dell’artista Guido D’Angelo. Ha partecipato a numerose mostre in ambito nazionale e internazionale. Vive e lavora a Roma. L’opera esposta BOZZOLO è la celebrazione dell’affannarsi esistenziale. E’ un viaggio per sola andata. Il gesto processuale concorre a generare una forma finale necessariamente diversa da qualsiasi altra: è l’esistenza e i suoi squilibri. E’ un processo reversibile come la vita: la forma e il suo significato sono uniti fino all’ inevitabile disintegrazione. All’opera è legato il video “Tutto è compiuto”.sito: www.albertapiazza.it

IRENE SARZI AMADE’

La stilista sabbionetana Irene Sarzi Amadè, fin da bambina si avvicina al mondo della moda ed apprende in seguito ad un approfondito corso di studi che culmina con un diploma di designer e stilista di moda, l’arte di realizzare capi d’Alta Moda. Non contenta di dimostrare la propria bravura nel confezionamento di abiti costituiti da stoffe e tessuti convenzionali, si avvale delle sue conoscenze tecniche e della sua creatività, per dare sfogo alla propria fantasia, inventando non solo forme nuove, ma anche impiegando per le sue creazioni, i materiali più inusitati ed anti-convenzionali derivanti dal riciclo: carta, plastica, reticelle per le arance, lattine, cartoni, scarti di apparecchiature elettroniche… Irene Sarzi Amadè è riuscita a dimostrare come materiali assicurati ad un triste destino, possano vivere una seconda giovinezza, se opportunamente lavorati e declinati nelle forme e negli impieghi più strani, incarnandosi in abiti e cappellini d’Alta Moda. Il suo atelier è una crisalide in cui gli scarti, dopo una lunga gestazione, subiscono la trasformazione diventando capi d’Alta moda, meravigliose ed autentiche farfalle, consacrando quei vecchi materiali all’immortalità. Recentemente è stata insignita del premio NATURA DONNA IMPRESA VERSO EXPO2015 per la categoria MODA

NADIA PRESOTTO

vive e opera a Conzano (AL). Mail: nadia.presotto@virgilio.it Appassionata d’ arte, frequenta corsi di disegno e gli atelier di numerosi artisti; studia il colore applicato alle varie tecniche, dall’ acquerello all’ olio. Frequenta il corso di xilografia presso Belle Arti di Vercelli. Inizia a esporre in rassegne espositive collettive e personali dal 2006, in spazi pubblici e privati – Museo Etnografico di Alessandria, Museo San Giacomo e Aula Consiliare di Lu, Goethe Institut di Freiburg – Germania, Museo Colombiano di Cuccaro, Villa Vidua di Conzano, Sala del Sindaco di Gozzano, Teatro dal Verne di Milano, Museo Diotti di Casalmaggiore e altri spazi. E’ presente a Torino con Padiglione Tibet all’ interno di Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia. Ha partecipato a numerose rassegne in Italia e all’ estero, alla Fiera d’ Arte di Reggio Emilia e di Padova con pubblicazione in catalogo. Sue opere sono presenti nelle galleria Aglaia di Omegna, Globalart di Acqui Terme e Viadeimercati di Vercelli. Sono inoltre presenti in collezioni pubbliche e private.

GIORGIO FERLAZZO CIANO

SOLO IL TEMPO NON SI RICICLA. Recuperare e assemblare vecchi oggetti, attrezzi che hanno esaurito il loro scopo e fondi di magazzino per ridar loro una nuova vita seguendo un percorso creativo “libero da ogni preconcetto e stile”. – giociano@gmail.com – 3356705324

FILIPPO BIAGIOLI

nasce in Toscana nel 1975. Artista di Arte Tribale e Rituale Europea, partecipa attivamente in Italia e all’estero alla promozione della cultura europea tramite mostre, pubblicazioni, installazioni e progetti in genere. Vive e lavora a Serravalle Pistoiese

LAMBERTO CARAVITA

nato a Massa Lombarda nel 1956, ha frequentato l’Istituto d’Arte per la Ceramica “G.Ballardini” di Faenza e l’Istituto superiore per le industrie artistiche (ISIA) di Urbino laureandosi a pieni voti nel 1980. Vive tra Massa Lombarda e Milano con frequenti soggiorni a Urbino sua città d’adozione.
Nel corso della sua ricerca, dopo le sperimentazioni che caratterizzano i primi anni ottanta dove è tra i protagonisti italiani della MailArt, verso la metà degli anni novanta torna ad avvicinarsi al mondo dell’illustrazione ed in seguito al Libro d’artista e all’incisione specializzandosi nella pirografia.
Le sue opere, esposte in molte città italiane e straniere, sono l’espressione di una sensibilità maturata in anni di incontri, di passioni meditate e sedimentate a lungo. La musica e la poesia costituiscono la naturale compagnia alla sua attività artistica, dove il segno, il tratto, l’energia trasmessa dal pirografo o dal pennello, le suggestioni delle combustioni o del colore, sono l’essenza, il nucleo di quell’esperienza che lui stesso ama chiamare comunicazione. Benvenuto nel sito di Lamberto Caravita – testi,opere, pirografie, mail art, illustrazioni!

LEONARDA FAGGI

nel mio laboratorio Reusarte creo opere artistiche e complementi d’arredo escluivamente con materiali di riuso e riciclo. L’opera che ho scelto per la mostra itinerante Riarteco2015 è “IL GUARDIANO DELLE ACQUE…L’AIRONE “. Questa “ Reuscultura”, realizzata prevalentemente con sacchetti di plastica, nasce dalla mia esigenza di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su una triste realtà: ogni anno muoiono un milione di uccelli e 400mila mammiferi marini per soffocamento o ingestione di sacchetti di plastica gettati nei nostri mari e fiumi. Ho scelto l’Airone ,animale a me molto caro , perchè storicamente viene considerato come un Guardiano e nella sua “Ala protettrice” ho voluto far rinascere i rifiuti e trasformarli in qualcosa di bello! Quest’ opera vuol essere un inno alla Natura e un monito all’essere umano spesso causa del suo degrado.

ORNAMENTI E MANUFATTI DI CARLOTTA CALDERAZZO

“Confusione, mettere a posto, pulire, buttare, riciclare. Il gesto quotidiano assume forme semplici, ma precise. Si avvale di pochi strumenti, prodotti da altri, come un paio di forbici, una pentola, un coltello, ma i suoi veri strumenti sono le mani, macchine del corpo umano altamente complesse. Il pollice opponibile, essenza stessa del nostro essere animali, trasforma le azioni in arti quotidiane del manipolare. La conoscenza del mondo passa attraverso di esse che afferrano ed esplorano infinite possibilità gestuali. Fin da piccola spogliavo le mie bambole, appena regalate, vestite con indumenti sgradevoli perfino al tatto oltre che alla vista e le adornavo con personali manifatture in miniatura, usando quello che trovavo per casa, avanzi di pantaloni accorciati, bottoni, lacci, trine, perline. Poi lo studio, l’intelletto, il pensiero, la professione, un mondo fornito pronto in tutte le sue manifestazioni sospendono l’esigenza di rappresentarmi. Per fortuna la natura ci viene sempre incontro. La nascita di un figlio mi ha riportato di colpo ad uno stadio primordiale d’esistenza, ad un esigenza di semplicità, di rendere facili ai sensi di un bambino realtà elaborate e comprensibili se sconosciute. E così ho ricominciato, pescando nel bagaglio dei miei sogni e delle fantasie, a riutilizzare frenetica le miei mani creando con strumenti quotidiani pezzi da indossare.”

ROSSELA RICCI

nasce a Massa Lombarda nel 1955. Scopre la sua vocazione artistica fin da bambina, frequentando la scuola Comunale d’Arte Mestieri di Massa Lombarda, dove studia pittura sotto la guida di Umberto Folli docente all’Accademia di Ravenna e per diversi anni lo studio della pittrice Pina Zardi. Ha svolto un inteso lavoro di ricerca, sospeso tra l’astrattismo e la figura, ha sperimentato, la stampa e il transfer painting. Negli ultimi anni si è avvicinata al collage e all’utilizzo di manifesti lacerati. Lacerare i manifesti e reincollarli, non componendo, ma scomponendo materia e colore. “Il collage non è una scorciatoia all’astrazione o al rifiuto dell’arte, ma una pratica indispensabile per la sua capacità inesauribile di mutare ogni volta. Di due esseri farne uno solo”. Dai primi anni ’80 ad oggi Rossella Ricci è presente in mostre ed eventi artistici in Italia. I quadri di Rossella Ricci figurano in collezioni italiane e musei. Vive e lavora a Massa Lombarda

SANDRA ERCOLANI

Architetto specializzato in bioarchitettura. Nel 2010 registra il marchio metamorphosidesign con il quale crea gioielli per il corpo e per la casa in materiale riciclato, riciclabile e/o decontestualizzato. Lo scopo è quello di portare avanti una passione legata al design ed alla creatività rispettando l’ambiente ed evitando per quanto possibile lo spreco di materie prime. La soddisfazione maggiore è quella di dare un valore a materiali ed oggetti destinati al macero e quindi non più amati dall’uomo; trasformarli in oggetti indossabili, valorizzati ed amati.

ANTONELLA FENILI

Mi sono diplomata al Liceo Artistico di Busto Arsizio, ho frequentato poi la facoltà di Architettura all’Università Statale di Milano. Nel corso di quegli anni è maturata in me l’attenzione e la passione per l’eco-sostenibilità e per il riuso. A seguito di ciò, sono stata tra i fondatori del Circolo Legambiente Canegrate di cui ho fatto parte per quindici anni, esperienza che mi ha permesso di approfondire molti temi legati al problema dell’inquinamento ambientale nei suoi molteplici aspetti. Dal 1999 in poi ho partecipato in diverse città a mostre collettive legate al tema dei rifiuti, dell’inquinamento urbano, dell’acqua. Da dieci anni sono insegnante di manualità creativa presso Comuni, Associazioni e privati, promuovo corsi che mirano al riutilizzo di materiale di scarto per creare oggetti e accessori personali. E’ indispensabile sensibilizzare il consumatore all’importanza del riciclo e del riuso dei rifiuti, portando la sua visione nell’ottica della risorsa, un primo passo per favorire la crescita di una coscienza ecologica che guarda ad una percezione meno consumistica della realtà, aprendo nuovi canali di comunicazione rispetto al problema dell’inquinamento ambientale e nello specifico di quello marino, lavorando sul messaggio positivo del riuso e del recupero. Raccolgo, assemblo e trasformo i materiali di scarto di vita quotidiana che attirano la mia attenzione, ci gioco, li reinvento elaborando una nuova identità. Progetto, realizzo e opero nell’interland milanese. Via Varese 2 – 20010 Canegrate MI – antonella.fenili@alice.it
La figura e la natura morta sono i temi privilegiati di Castagnola che si esprime attraverso una stesura piatta del colore ad olio. Ed è appunto il colore l’oggetto della sua costante ricerca che l’ha portata ad esaltarne le diverse gradazioni e suggestioni.

ELENA CASTAGNOLA

ritrae le caratteristiche e gli aspetti problematici della società soffermandosi in particolare sull’attuale tendenza dei giovani a trasformare esteticamente il proprio corpo. Da sempre attenta ai problemi riferibili alla sanità alimentare, ha precedentemente anche posto l’accento sulla mutazione genetica dei cibi transgenici denunciandone i rischi e le speculazioni possibili, dando vita ad ardite, personali e surreali composizioni di frutta mediante l’uso di smaglianti cromie. Elena Castagnola vive e lavora a Sori in provincia di Genova. Dopo la laurea in Lettere ha frequentato per circa dieci anni corsi privati di pittura presso un atelier genovese e ha iniziato a esporre nel 2000. Ha esposto le sue opere in diverse mostre personali: nel 2008 presso la Spe Quotidiano il Giorno di Milano e il Bar Magenta entrambe organizzate dalla Fondazione D’Ars Oscar Signorini Onlus, nel 2005 presso L’Associazione Culturale Satura di Genova, nel 2003 presso La Galleria di Rapallo.Tra le numerose collettive ha partecipato ad aprile 2010 ad Allunaggio 40 anni dopo presso la Spe il Giorno di Milano, ad “Arte e Alchimia “presso La Tesoriera di Torino e a mostre in Genova presso il Centro Civico Buranello, nel febbraio 2012 a Genova Arte Fiera, marzo 2013 I vizi Capitali a Villa Piantelli e nel maggio 2014 a Milano allo Spazio Porpora.

OFFICINA77ARCHITETTURA&DESIGN

L’incontro professionale degli architetti Margherita Alioto e Domenica Occhino, trova lontane origini nella loro ventennale amicizia. Dopo la laurea in architettura presso l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, decidono di confrontarsi con altre realtà, diversificate e di più ampio respiro, per costruire il loro bagaglio formativo e professionale. Nel 2007, ritornano nella loro amata Sicilia, confluendo esperienze ed energie nella realizzazione di un progetto comune: uno studio-laboratorio denominato “Officina77”. Gli anni trascorsi lontano dalla Sicilia hanno permesso loro di guardarla con occhi diversi, di riscoprirla ed apprezzarla, come se fosse la prima volta! Ogni progetto di O77 è testimone di una storia, frutto di una filosofia progettuale votata all’attenzione per il dettaglio. Il processo creativo inizia, oltre le barriere della consapevolezza, dove le parole non riescono ad arrivare e si materializza in un’esperienza progettuale, sia essa quella di un oggetto, di un segno, di un’immagine o di uno spazio.

SPREMUTI D’ITALIA (metafotografie di Gianni Bellesia)

La ricerca iconica di Gianni Bellesia appare straordinaria nella forma e pregnante nella denuncia sociale. Oggetti di scarto divenuti opera d’arte, come la pietra scartata dai costruttori, usata come testata d’angolo. Immagini intense nella scelta acromatica e nell’isolamento della figura da ogni contesto, racchiuse in una cornice (che è ciò che protegge e valorizza) e inserite in una bottiglia di plastica, compattata. Un assemblaggio inconsueto ma che rivela più di un significato. La bottiglia è il recipiente che conserva il liquido più prezioso per la vita, ma che una volta utilizzato viene spremuto e gettato, diventando peraltro inquinante. È così che succede con le persone, prima usate e poi scartate. Abbandonate di fronte al dramma del terremoto, delle case e delle chiese distrutte, abbandonate di fronte ai diritti sociali ignorati o evitati, abbandonate di fronte ai risparmi economici che tagliano servizi e solidarietà tranne che per i soliti noti. È l’effetto delle grinze della plastica (che il fotografo confessa di aver voluto ricordando quelle della volto e delle mani materne) che nasconde ed esalta nel contempo le immagini,
attribuendo loro un nuovo valore. Le persone come scarti, appunto, una volta usate, una volta tassate, una volta pensionate. Ma anche lo scarto (ammesso che sia tale) può essere un valore. La stessa cornice che circonda le fotografie di Gianni Bellesia è densa di significati: il legno proviene dalle case di Moglia, nel Mantovano, abbattute dal terremoto del 2012. Al suo interno è inserita una bordura decorativa, che altro non è che una vecchia canna per innaffiare in cui sono state poste parti delle bandiere già sulla facciata del Municipio locale, e ritrovate in discarica. (Le cornici sono opere commissionate dal fotografo all’artista-artigiano Antonio Grandi detto “Il pezza”). Il percorso che Bellesia suggerisce è, però, di speranza, verso la fuga dalla triste e mediocre realtà che altri hanno scelto per noi. L’uomo che alza la mano quasi per proteggersi, quasi per implorare aiuto, è L’uomo della bottiglia, simbolo della paura che paralizza. Quindi è Il Cristo con i chiodi in mano (quando anche Dio viene messo in croce dagli uomini, ieri, oggi e sempre), altra metaimmagine che pone in sinossi fede e dramma, solitudine ed espiazione, scarto e speranza. La terza tappa di meditazione proposta da Bellesia è quella degli Esodati del terremoto: un’immagine che fa tanto André Kertész, con figure fantasmatiche stanti e interrogative nello sguardo di un orizzonte di speranza. Infine La grande fuga: l’approdo alla soluzione, l’effrazione di quel sistema perverso e corrotto che toglie ogni anelito di vita, la trasformazione del circolo da vizioso a virtuoso. I nuovi poveri aspettano.

Paolo Bertelli storico dell’arte Università degli Studi di Verona

Programma (in progress )

Messina dal 18 maggio al 26 maggio – Teatro di Messina – via Garibaldi
18-20 maggio : ricevimento corrieri e allestimento
21 maggio: ore 18,00 inaugurazione con le autorità
22 maggio: ore 17,00 19,00 conferenza Rifiuti Zero con Alessio Ciacci
26 maggio: ore 10 premiazione progetto scuole

Lucca dal 28 maggio al 8 giugno – Biblioteca Agorà – piazza dei Servi
28 maggio – allestimento mostra dalle ore 10,00 alle ore 13,00
29 maggio Inaugurazione ore 12.00 con l’Assessore all’Ambiente del Comune di Lucca Francesco Raspini
ore 16,30 per 6/11 anni e 11/13 anni ore 17,30 – laboratori a cura dell’associazione Bi-done
venerdì 5 giugno ore 17,00/19,00 incontro Rifiuti Zero con l’Assessore all’Ambiente del Comune di Lucca Francesco Raspini, Alessio Ciacci , Donatella Turri di Caritas e Legambiente
lunedì 8 giugno – disallestimento mostra dalle ore 14,00 alle ore 18.00 ingresso mostra dal martedì al venerdì ore 10,00/20,00 sabato ore 10,00/19,00 – lunedì, festivi e domenica chiuso Genova dal 12 giugno al 11 luglio – piazza dei Banchi

Spostamento da Lucca a Genova 9 giugno (sera scarico delle opere nei locali della loggia) 9 giugno installazione 13 giugno inaugurazione 8 luglio chiusura

Il Museattivo delle Formi Inconsapevoli presterà alcune opere (tre) di eminenti maestri del museo per arricchire l’esposizione genovese, tra cui almeno un’opera di Claudio Costa. Queste opere, oltre essere importanti opere testimonianze dell’arte moderna evidenziano come il riutilizzo dei materiali è presente nelle opere degli artisti da molto tempo.
Verranno messi a maxischermo gli interventi filmati nelle edizioni di Messina e Lucca Sarà organizzata una conferenza avente tema l’arte terapia nelle patologie mentali
Saranno tenuti dei laboratori sul riciclo dei materiali a cura delle associazioni di Palazzo Verde (in via di definizione)

contatti e informazioni:

riarteco@gmail.com http://www.facebook.com/groups/RiArtEco/ Firenze: associazione POP point of presence > Marco Pasqualin mob. 339 2006606 Messina: associazione Futuro Ecosostenibile > Candida Cancelliere mob. 3473424925 Genova: associazione La Tela > Aldo Celle mob. 335 7127848 email: aldo.celle@libero.it la-tela@libero.it – web: www.latelanew.com l’organizzazione si riserva la possibilità di fare variazioni al programma comunicandolo nel gruppo

questo per adesso è tutto

A presto

filippo

l’analphabeta

Nroomから度々展示に参加しているイタリア人作家Filippo Biagioliが、新作漫画を届けてくれました。日本語版のタイトルは「退屈」です。

日々の生活に何かが足りないと感じる時、何だか新しい事をしてみたい時、ちょっとだけ背中を押してくれる・・かも(たぶん?)

詳しくは以下をどうぞ。読んでみたい方はご一報ください。通常のFilippo作品も掲載中です。

http://nroom-artspace.com/Filippo.html

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