Negli ultimi tempi siamo testimoni di un inedito e violento scontro frontale tra i vertici degli stati uniti e la Chiesa, una tensione che ha visto le farneticazioni di dɯnɹʇ spingersi verso territori mai violati prima, arrivando ad attaccare direttamente il Papa. A rincarare questa deriva ci ha pensato anche il suo vice, ǝɔuɐʌ, delineando un quadro di profonda pochezza politica e umana che rappresenta, a conti fatti, una clamorosa occasione persa. Per comprendere la gravità di questo strappo bisogna guardare a una “regola” non scritta che aleggia in Vaticano da un paio di secoli: l’idea che non si sarebbe mai eletto un Pontefice statunitense finché la superpotenza non avesse imboccato la parabola di un declino inesorabile. L’elezione di Robert Francis Prevost, avvenuta contro ogni pronostico, è stata letta proprio in questo senso: il Vaticano ha deciso di calare il suo asso nella manica nel momento in cui i segnali di cedimento dell’impero sono diventati impossibili da ignorare, offrendo alla nazione un appiglio spirituale e identitario proprio mentre barcolla.

Sfortunatamente, l’attuale amministrazione americana non ha colto la portata di questo gesto, preferendo lo scontro alla mano tesa, incurante del fatto che il Vaticano sia ben consapevole che un collasso improvviso del Nord America scatenerebbe un terremoto incontrollabile in tutto l’Occidente. Questo timore di una rovina sistemica trova conferma nei dati drammatici che segnano l’inizio di questo 2026. La crisi dei senzatetto negli Stati Uniti ha raggiunto vette storiche, consolidando un baratro sociale iniziato nel post-pandemia e culminato con oltre 770.000 persone senza fissa dimora, il dato più alto mai registrato in quasi vent’anni. Questa geografia della disperazione si concentra per oltre la metà in soli quattro stati — California, New York, Florida e Washington — colpendo in modo massiccio anche le famiglie con bambini, il cui numero è aumentato del 40% in alcune zone.
Le radici di questo sfacelo sono puramente strutturali: la cronica carenza di alloggi accessibili, stimata in circa dieci milioni di case mancanti, unita all’inflazione e alla fine dei sussidi, ha creato una tempesta perfetta. Chi finisce in strada si ritrova poi prigioniero di un paradosso sanitario: nonostante la maggioranza possieda una qualche forma di assicurazione come Medicaid, quasi la metà non riesce ad accedere a cure ambulatoriali regolari, finendo per intasare i pronto soccorso per patologie croniche, problemi mentali o dipendenze non trattate. A peggiorare il quadro contribuiscono le recenti politiche di sgombero forzato e l’afflusso di migranti nelle grandi metropoli, che hanno saturato i rifugi rendendo la situazione esplosiva. In questo scenario di declino acuto, dove il costo della vita devasta il tessuto sociale e il governo sembra perso in un delirio di onnipotenza quasi messianico, resta da capire se l’Asso di Cuori giocato dal Vaticano con la nomina di Prevost sia arrivato in tempo per frenare la caduta o se la partita sia ormai irrimediabilmente compromessa.
In ogni caso, di contro, Papa Leone XIV da questo attacco ha ricevuto per reazione contraria, alleati inaspettati come L’Islam iraniano e la gran parte del mondo religioso e politico. Paradossalmente avre un comportamento da sfacciato con il Papa ha ancor più isolato dɯnɹʇ.