Giornata del Contemporaneo 2024 laboratorio di ricamo Filippo Biagioli presso Museo della Canapa

Oltre lo sguardo: perché la Casa Museo è un rito per tutti

In un mondo dominato dall’immagine puramente estetica, l’arte corre spesso il rischio di diventare un recinto chiuso, accessibile solo a chi possiede il dono della vista. Ma l’arte, quella vera, non nasce per gli occhi: nasce per lo spirito, per il tatto, per l’udito e per quel sentire profondo che non ha bisogno di luce per esistere.

Nel cantiere della Casa Museo Filippo Biagioli, a San Quirico, abbiamo preso una decisione consapevole: il nostro percorso espositivo e la nostra presenza digitale devono essere accessibili.

L’Accessibilità come Atto Rituale

Per noi, rendere il sito web adatto a non vedenti e ipovedenti non è un obbligo tecnico, ma un’estensione del nostro fare artistico. La “scuola analphabetica” insegna che il segno ha un valore che va oltre la sua forma grafica. Se un’opera non può essere raccontata o “sentita”, allora è un’opera muta.

Ecco perché stiamo lavorando per implementare:

  • Descrizioni vocali: La voce dell’artista che accompagna il visitatore, spiegando non solo ciò che appare, ma ciò che l’opera vibra.
  • Navigazione semplificata: Un sito che non sia un labirinto di codici, ma un sentiero chiaro, dove ogni comando è leggibile dagli screen reader e dai sistemi di assistenza.
  • Testo alternativo come poesia: Non ci limitiamo a descrivere una “foto”, ma cerchiamo di tradurre in parole il solco del legno, la densità del colore e la ritualità del segno.

Abattere le barriere del “Bello”

Troppo spesso il design moderno dimentica chi percepisce il mondo in modo diverso. Noi vogliamo che la Casa Museo sia un luogo di inclusione radicale. Se un visitatore ipovedente naviga tra le nostre “Comunicazioni“, deve poter sentire la fatica del cantiere, il profumo del legno e la visione che sta dietro al progetto 2026.

L’accessibilità digitale è il nostro primo mattone. È il modo in cui diciamo: “Non importa come percepisci il mondo, qui sei il benvenuto. Qui l’arte ti parla.”

Verso il 2026

Questo impegno non finisce sul web. Il percorso fisico a San Quirico sarà studiato per offrire un’esperienza tattile e sonora. Perché l’arte analfabetica è, per sua natura, un’esperienza che passa dalle mani e dal cuore prima ancora che dalla retina.

Costruiamo un ponte, non un muro. Perché il buio non è assenza di visione, ma un altro modo di vedere.

Vi lasciamo qui di seguito, con una installazione sensoriale di Filippo Biagioli, del 2008: Tenebria, l’Inno alle tenebre.