Il 16 maggio 2026, in occasione della prestigiosa Notte dei Musei, il Museo Hovhannes Toumanian di Yerevan ha inaugurato la mostra personale dell’artista internazionale Filippo Biagioli, intitolata “Through Two Centuries / Visioni attraverso due secoli”. L’evento ha segnato un momento di altissimo rilievo istituzionale, suggellato dalla visita ufficiale di S.E. l’Ambasciatore d’Italia in Armenia, Alessandro Ferranti.
Un incontro tra Istituzioni e Ricerca Rituale
L’inaugurazione non è stata solo un evento espositivo, ma un vero e proprio ponte diplomatico tra nazioni. L’Ambasciatore d’Italia è stato ricevuto formalmente dalla Direttrice del Museo Toumanian, che lo ha accompagnato in una visita tra le opere della analphabetic art. Durante il percorso, la Direttrice ha illustrato il profondo legame che unisce la ricerca di Filippo Biagioli all’eredità letteraria di Hovhannes Toumanian e alla visione universale di Dante Alighieri che forse ha influenzato certe temaiche dello scrittore Eroe armeno; evidenziando come il segno primordiale dell’artista riesca a farsi interprete di una fratellanza culturale millenaria.
La analphabetic art come ponte culturale

Detail of an artwork by Filippo Biagioli (analphabetic art) on display at the Toumanian Museum in Yerevan.
Le opere esposte, caratterizzate da un linguaggio materico e arcaico, hanno trasformato lo spazio museale in un archivio vivo. L’allestimento, curato con pannelli sospesi che permettono una fruizione immersiva, documenta l’evoluzione di una corrente fondata da Biagioli che rifiuta le convenzioni accademiche per recuperare l’essenza del rito. Particolarmente apprezzata è stata la sinergia multimediale con la voce, grazie alla collaborazione di Elisa Vitelli per le narrazioni dell’app Voske Daran, che ha permesso di esplorare la parola parlata come l’arte più arcaica dell’umanità.

Un’eredità permanente
La mostra consolida la statura internazionale di Filippo Biagioli non solo attraverso il prestigio dei visitatori. Il successo di questa operazione è stato reso possibile grazie alla coordinazione dell’Archivio Filippo Biagioli – Casa Museo e al supporto scientifico e tecnico di Alessandra Giulia Romani, Sofia Ancillotti, Irene Milione ed Elisa Vitelli.
