Psychology Tomorrow magazine New York e ComixLab Serravalle Pistoiese

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Buongiorno / Buonasera a tutti,
mentre sto lavorando al lancio definitivo del Museo sul Territorio delle opere di Filippo Biagioli (che nel frattempo si è arricchito di altre positive novità) sono stato piacevolmente protagonista di queste due sorprese. Meritano assolutamente di essere condivise con voi, sono un altro di quei passi “culturali” che amo e che l’arte della rinascita, dal quel mondo corrotto e in cancrena che ci hanno abituato a conoscere e subire, necessita.

Passiamo agli approfondimenti:

PSYCHOLOGY TOMORROW MAGAZINE. E’ con viva soddisfazione (sono stato un’intera notte senza dormire dalla felicità…) che segnalo la pubblicazione del mio articolo sull’ Importanza dell’Arte Africana nelle Arti Rituali Contemporanee, su questa rivista di psicologia on-line di New York. Potete vedere la pubblicazione in questo link http://www.psychologytomorrowmagazine.com . A tal proposito, vorrei incrociaste le dita per me, ci sono sviluppi interessanti in corso…

COMIXLAB SERRAVALLE P.SE I ragazzi che hanno organizzato il Comix Lab sul fumetto mi hanno regalato un grande attestato di stima, volendomi come padrino alla presentazione del corso stesso. Io ne sono rimasto affascinato fin da subito in quanto il loro proposito non è quello di insegnare le rigide regole del fumetto, ma di voler tirar fuori l’espressione di se stessi. Qui potete leggere l’articolo di presentazione: Report Pistoia e qui di seguito vi incollo il testo che ho scritto io per l’occasione:

Comix LAB
9 Aprile 2013 Serravalle Pse

Ho apprezzato fin da subito l’idea che mi hanno descritto, un laboratorio sul fumetto libero, non incatenato in tutte quelle rigide regole che l’arte sequenziale impone. “Una serie d’incontri per creare insieme qualcosa di nuovo e unico.” questa è la frase che mi ha attratto, scritta sull’invito per presentare questo Comix LAB, esprime chiaramente la volontà di tirar fuori la “voglia di esprimere se stessi” attraverso disegni, e parole. Sono perciò molto felice di essere qui oggi per presentare Criba, durante la presentazione di questo laboratorio che inizierà nelle prossime settimane.

A me piace molto l’idea della cultura accessibile a tutti, una trasmissione del pensiero e delle modalità del linguaggio che lascia la persona libera di esprimere se stessa e di partecipare con le sue espressioni alla vita degli altri. In relazione a questa idea e al mondo del fumetto, a conoscere se stessi tramite disegni, parole e scritti non credo ci sia un modo giusto o sbagliato per intraprendere il racconto di una storia illustrata. L’unica certezza da avere è decidere cosa vogliamo raccontare per non incorrere in una “macedonia di disegni e parole” che renderebbe confusionario anche a noi stessi cosa stiamo facendo o vorremmo fare. Tutto il resto, affrontando un fumetto più spontaneo e artistico, verrà da se. Un personaggio in questi casi, non nasce da rigide leggi di marketing, studi di del gusto medio delle persone che poi vanno a influenzarne anche il linguaggio che userà nella storia. Nasce da dal quotidiano materiale, osservando anche inconsciamente ciò che ci sta intorno, l’ambiente, gli animali, le persone; le loro reazioni e relazioni, i modi di agire davanti alle più svariate situazioni; o nasce dentro di noi, come manifestazione delle nostre emozioni, come un qualcosa che forse deve uscire proprio in quel determinato momento.

Criba nasce nel 2009 come fumetto d’arte “Tentazione più volte già avuta in passato, ma sempre bloccata da un retaggio psicologico che voleva nella mia testa il fumetto italiano dominato da certe regole stilistiche, regole di metrica e tanto altro. Poi alla fine, mi son reso conto che potevo sentirmi libero di fare un fumetto nello stesso modo con cui faccio arte (d’istinto), così nel luglio dello stesso anno è nato Criba.” La storia narra di un personaggio che un giorno, non sopportando più un peso di tristezza e angoscia, decide di affrontare un viaggio alla ricerca della felicità. Il nostro “non-eroe” parte nel primo capitolo della saga Criba, il Divoratore di Affetti accompagnato da un cavallo con ruote, al posto delle zampe, rappresentazione dei ricordi del personaggio e da tre nuvolette nere che ne rappresentano i pensieri cattivi, che di fatto, faranno di tutto per ostacolarlo, divenendo sempre più forti nei momenti di debolezza. Durante il viaggio incontrerà Etta e Ogo (Saggi molto particolari sia nel linguaggio sia nel luogo che abitano), ma i personaggi e creature che verranno incontrate nella storia sono molteplici e ognuno donerà il gusto di un vero viaggio interiore, che il lettore potrà intraprendere, se lo desidera. In tutta la storia si alterneranno dialoghi tra me e Criba talvolta anche liti, se il personaggio compie qualche azione sbagliata, rappresentando il concetto di fumetto vivo. Tutto questo si svolge in un mondo, che insieme alla storia è una continua sorpresa anche per me, poichè disegno il fumetto tavola per tavola, decidendo sul momento quello che deve accadere.
La spontaneità è la base di questo lavoro, non c’è una storia scritta precedentemente, non ha un luogo fisso dove sia stato disegnato (facilitando così ispirazione del momento) e quando alcune tavole hanno avuto un incidente con del vino caduto da una mensola, non le ho restaurate, ma ho scelto di lasciarle come il “caso” le aveva create. Il fumetto ha la capacità di far fare ad un lettore attento un viaggio dentro se stessi anche se scoprirsi totalmente può far paura.
Il secondo capitolo del fumetto Criba, la Notte Kan’d’Ema ha un’anima meno dark, più ariosa; da questo si capisce bene come la mia spontaneità di umore e di emozioni provate al momento del disegno e scrittura, influisce sul risultato finale.
Descrivere Criba mi aiuta a far capire come io ho inteso il fumetto, ma ciò non vuol dire che altri abbiano invece il desiderio e il bisogno di studiare tutto a tavolino nei minimi dettagli, partendo dai personaggi, le ambientazioni, la storia e ciò che accadrà in ogni singola vignetta. La bellezza della vena artistica, dell’espressione di se stessi è questa: personaggi, ambienti, luoghi, storie, stili di linguaggio si sviluppano in base al nostro carattere e dal nostro sentire quotidiano, da ciò che proviamo e come viviamo le emozioni. Questo vuol dire una cosa importantissima, che se ci sediamo davanti a un foglio bianco, soli con noi stessi e liberi di esprimersi, potrà davvero venir fuori qualcosa di nuovo e unico.

Infine questo è l’articolo uscito dopo la presentazione: Report Pistoia

Questo è tutto per adesso, vi ringrazio come sempre per la vostra attenzione e partecipazione.
A presto
filippo
l’analphabeta

Nroomから度々展示に参加しているイタリア人作家Filippo Biagioliが、新作漫画を届けてくれました。日本語版のタイトルは「退屈」です。
日々の生活に何かが足りないと感じる時、何だか新しい事をしてみたい時、ちょっとだけ背中を押してくれる・・かも(たぶん?)

詳しくは以下をどうぞ。読んでみたい方はご一報ください。通常のFilippo作品も掲載中です。
http://nroom-artspace.com/Filippo.html




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